By: Stefania Rebuscini
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Quando l’Ipnosi è Pericolosa
In alcuni casi l’ipnosi è pericolosa – Roma.
Tra le richieste più diffuse da parte di persone con sofferenze psicologiche di vario genere, c’è quella di effettuare sedute di “ipnosi regressiva”, anche nell’ambito della “psicoterapia“. Tuttavia ci sono alcuni punti di estrema importanza che bisogna tenere bene a mente prima di affrontare tale pratica.
Innanzitutto, per quanto riguarda l’ipnosi regressiva, se riferita alle vite passate, è d’obbligo ricordare che i numerosi studi scientifici effettuati sulla “memoria” cioè la funzione psichica deputata al trattenimento di ricordi, smentiscono senza dubbio la possibilità di avere ricordi riguardanti vite precedenti a quella attuale. Difatti il meccanismo della memoria è in continua evoluzione e non funziona come un computer, ma interagisce con le altre funzioni psicologiche come i sogni, le fantasie le immagini create ad occhi aperti, per questo motivo risulta difficile anche stabilire la veridicità di ricordi del passato o dell’infanzia che siano appartenenti alla vita presente delle persone.
Tuttalpiù si può parlare di “ipnosi evocativa” quando il paziente viene lasciato libero, dopo l’induzione dello stato di trance ipnotica, di vagare con la fantasia e visualizzare quella che in realtà è una sorta di finestra aperta sul proprio inconscio.
Detto ciò, si precisa che la “psicoterapia” che utilizza l’ipnosi o anche l’ipnosi evocativa o regressiva può essere condotta esclusivamente da uno psicologo o un medico specializzati in psicoterapia ipnotica (scuola post-laurea quadriennale).
Per la tutela dei pazienti è sempre bene informarsi, chiedere la qualifica professionale, i titoli conseguiti e anche controllare se il professionista risulta essere iscritto all’albo regionale dell’ordine psicologi o medici.
Prima di cominciare il percorso terapeutico con l’utilizzo dell’ipnosi è sempre necessario fare uno o più colloqui clinici con lo psicoterapeuta ipnotista che dovrà effettuare una accurata diagnosi poiché è molto importante riuscire ad individuare quei pazienti per i quali l’ipnosi è sconsigliata.
Nei quadri diagnostici per i quali è sconsigliato il trattamento con l’ipnosi rientrano sicuramente le psicosi, le schizofrenie, alcuni disturbi di personalità, spesso anche alcuni casi di depressione maggiore laddove implichi un quadro con tendenza suicidaria, inoltre non è raccomandabile l’utilizzo dell’ipnosi per quei pazienti che sono in trattamento farmacologico con antiepilettici e altro ancora.
Nelle persone sofferenti di particolari psicopatologie, e spesso a loro stessa insaputa e quindi che non siano state precedentemente diagnosticate, si possono sviluppare bouffée deliranti, o crisi psicotiche.
Per quanto riguarda l’invasione nel web di video che propongono corsi di ipnosi o anche di autoipnosi, si può affermare, senza dubbio, che questi sono spesso dannosi perché chi si sottopone a tali pratiche rischia seriamente di vedere attivarsi condizioni di scompenso psicologico, anche grave.
Totalmente ingannevoli e gravemente fuorvianti, sono quei video che propongono sedute in collegamento on air e che tirano in ballo addirittura forze maligne ultraterrene (sic!).
I praticoni che vendono ipnosi o corsi di ipnosi senza averne titolo, e sono molti, sovente dichiarano che l’ipnosi da loro praticata è una pratica innocua, o di semplice rilassamento, evidentemente per eludere la legge italiana che nell’art. 78 del codice penale recita:
“Chiunque pone taluno, col suo consenso, in stato di narcosi o d’ipnotismo, o esegue su lui un trattamento che ne sopprima la coscienza o la volontà, è punito, se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità della persona, con l’arresto da uno a sei mesi o con l’ammenda da Euro 30,00 a 516,00. Tale disposizione non si applica se il fatto è commesso, a scopo scientifico o di cura, da chi esercita una professione sanitaria.”
Ma non solo, la legge prevede delle aggravanti per chi pratica l’ipnosi non essendo professionalmente abilitato, infatti spesso accade che si causino danni gravi e riconducibili alla lesione personale, reato previsto dall’art. 582 c. p.
L’ipnosi se praticata da persone che non hanno titolo può indurre la perdita di coscienza e/o di volontà. E’ quindi ovvio che per escludere dalla terapia con ipnosi tutti quei soggetti che ad attenta diagnosi possono risultare non idonei al trattamento è necessario avere la preparazione professionale che richiede la capacità diagnostica, capacità che hanno coloro che svolgono la “professione sanitaria” e non certo casalinghe, cantanti o ragionieri.
Ancora una volta si ribadisce quindi l’importanza di rivolgersi esclusivamente a medici o psicologi specializzati in psicoterapia ipnotica.
La categoria professionale di psicologi e medici psicoterapeuti risulta inoltre messa in ridicolo dalle sciocche manifestazioni di praticanti, non autorizzati a trattare l’ipnosi, che non è vero essere solo un mezzo per raggiungere il rilassamento, ma è un vero e proprio strumento per interagire con l’inconscio delle persone.
Mettersi nelle mani dei cialtroni suddetti è come farsi operare da un macellaio anziché da un chirurgo.
Per ulteriori informazioni o per prenotare un appuntamento contattare la dr.ssa Stefania Rebuscini
