Ipnosi, Ferita Narcisistica, Narcisismo

By: Stefania Rebuscini 28 Settembre 2020 no comments

Ipnosi, Ferita Narcisistica, Narcisismo

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Ipnosi, narcisismo – Roma Dr.ssa Stefania Rebuscini.

La “ferita narcisistica” che spesso si trova alla base del disturbo narcisistico di personalità può essere guarita attraverso l’ipnosi. La psicoterapia ipnotica è un ottima via per incontrare il vero Sé.

Il bambino piccolo cresce e matura, non solo grazie alle cure materiali che gli prestano i genitori, ma soprattutto sviluppa tutte quelle caratteristiche quali, la fiducia in sè stesso e poi verso il prossimo, l’autostima, la sicurezza grazie alle cure di tipo affettivo che riceve dai genitori.

Ci si prende cura del bambino affettivamente attraverso quelle attenzioni, dette anche coccole, come gli abbracci, il contatto fisico in generale. L’essere preso in braccio, sentirsi contenuto e confortato, sentire il genitore che gli racconta una favola o che gioca con lui, che lo guarda negli occhi durante la loro interazione è un modo per dare conferme al bambino delle proprie capacità. I bambini hanno bisogno di sentirsi amati incondizionatamente e totalmente.

Tutte queste attenzioni affettive che generano la capacità empatica, fanno sì che nel tempo si crei e si stabilisca una sana relazione emozionale con le figure genitoriali che metterà nel tempo radici e farà in modo che il bambino si sviluppi in modo sano e sia in grado poi di instaurare con gli altri relazioni di reciprocità. Infatti laddove manca la reciprocità ci si trova in relazioni squilibrate o nocive.

Ma cosa succede a tutti quei bambini che invece hanno sofferto proprio per questo tipo di “carenza affettiva” una volta diventati adolescenti e poi adulti?

Molto probabilmente svilupperanno una scarsa autostima, sensi di colpa e tenderanno a ricercare all’esterno figure con le quali relazionarsi in modalità di dipendenza o comunque non mature.

Probabilmente tenderanno a provare perennemente una sensazione di vuoto interiore che magari tenteranno di colmare nei modi più diversi. Saranno soggetti a sentire quella sensazione del “come se” siano stati ingiustamente privati di qualcosa che gli apparteneva ma che gli è stato negato.

Questo è solo un esempio per descrivere in modo molto semplificato quello che in psicologia è denominata “ferita narcisistica”. Una ferita, un vuoto dietro il quale si nasconde dolore.

Ma non solo, alcuni di questi individui crescendo sviluppano patologie più o meno gravi, altri si risolvono creativamente a modo loro ma altri ancora, sviluppano un vero e proprio timore o peggio, paura verso il mondo degli affetti, nei casi più gravi ci troviamo di fronte alla base dello sviluppo del “disturbo narcisistico di personalità”.

Paura che impedisce loro di avvicinarsi affettivamente agli altri perché temono di dover affrontare prima o poi di nuovo quel vissuto di “perdita” di “lutto interiore”. Allora la loro vita si baserà soprattutto su scelte di tipo materialistico quali casa, lavoro e soprattutto nei rapporti di coppia saranno più portati a ragionare in modo di “convenienza”, tutto questo a discapito di una vita affettiva calda e soddisfacente.

Succede, a volte, che la vita presenti l’occasione per mettersi alla prova, magari in età più matura, proprio a questa tipologia di persone che, se avranno metabolizzato le loro carenze potranno rischiare e provare a vivere più pienamente la loro vita affettiva, mentre se hanno vissuto la loro vita prevalentemente in difesa dal loro stesso mondo ricco di affetti e di emozioni, “lasceranno andare” l’altro senza mettersi in discussione e rimanendo aggrappati alle loro certezze visibili materialmente.

Ed ecco perché molte persone si attaccano allo smartphone e si lasciano ipnotizzare da questo oggetto di metallo, come se fosse un biberon che dispensa loro il nutrimento che credono faccia risvegliare in loro qualche barlume di emozione.

In realtà l’effetto è esattamente il contrario perché più si consolida la relazione di dipendenza da “oggetto dispensatore di virtualità” e più queste persone si chiudono al mondo affettivo reale e si distaccano sempre di più da esso.

Questo a mio avviso è infinitamente più pericoloso che lasciarsi andare al contatto umano con gli altri. Tutti noi sappiamo quanto sia differente ascoltare  la voce  di una persona cara piuttosto che quella metallica dell’assist dello smartphone che suggerisce quali app scaricare, o dove andare a mangiare o altro.

Sappiamo tutti quale differenza fa tenere in mano un oggetto metallico piuttosto che la mano di una persona cara; e tutti sappiamo bene come sentirsi abbracciati e confortati da una persona cara abbia un effetto così benefico che nessun mezzo virtuale e nessuna quantità di denaro potrà mai sostituire.

Con la psicoterapia ipnotica siamo in grado di prenderci cura di queste sofferenze lavorando principalmente sul “rinforzo dell’Io”. Un obiettivo terapeutico molto importante, una base dalla quale poi procedere nella terapia, con passaggi successivi che saranno cuciti su misura ad ogni paziente, per consentire una percezione più reale del proprio Sé e la crescita della capacità relazionale sana e genuina.

 

Per richiedere un appuntamento contattare la Dr.ssa Stefania Rebuscini