Vendere l’Anima

By: Stefania Rebuscini 16 Febbraio 2026 no comments

Vendere l’Anima

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Vendere l’anima ovvero l’ipnosi del diavolo.
Se non fosse per i tanti che si vendono per un po’ di benessere materiale, non ci sarebbero altrettanti  acquirenti, cioè quelli che credono di poter comprare i vari beni immateriali come amicizia, affetto, amore, rispetto, emozioni varie.

Si può comperare quasi tutto, certo non si può comperare nè il rispetto di sè stessi, nè la dignità e molti ne sono assolutamente sprovvisti, ed ecco che allora fanno questo mitico “patto col diavolo”. Vendere la propria anima significa “snaturarsi” perchè l’essere umano senza l’anima equivale a un morto che cammina, una sorta di schiavo felice di avere un padrone che lo comanda, cioè uno zombie sotto ipnosi diabolica.

Un po’ come sono quegli individui patologici che non provano sentimenti, ed esperiscono il nulla emotivo.

Si compiono veri e propri rituali abominevoli nel praticare il satanismo, che sono comunque gravi reati per il raggiungimento di ricchezza e materialità.

Ma vendere l’anima al diavolo ci dà anche la dimensione dell’enorme valore di ciò che l’uomo possiede e che non ha un corrispettivo in nessun altro valore materiale, ed ecco che quindi è l’unico scambio che si può fare col “diavolo”, che ovviamente pretende l’unica cosa di cui egli è sprovvisto, cioè l’ANIMA, proprio perché nulla che sia umano ha più valore della propria Anima.

Il Faust di Goethe fece il famoso patto col diavolo in cambio di gioventù, sapienza e potere, e Dorian Gray, nel famoso romanzo di Oscar Wilde, vendette l’anima al diavolo, per rimanere perennemente giovane e quindi esorcizzare vecchiaia e morte; il suo ritratto sarebbe invecchiato al suo posto.

Oggi questo patto in molti casi si fa col chirurgo plastico, qualche inserto di silicone qua e là per ingannare l’apparenza, ma in molti altri casi si fa per altri motivi.

Questa condizione è molto conosciuta e diffusa soprattutto tra quegli artisti, o personaggi che muovono e influenzano masse di popolazione, assettati di successo e di potere, pronti a vendere l’anima al diavolo anche quando questa viene prostituita, dilaniata, esibendo pubblicamente un dolore profondo, o una disgrazia, in cambio di soldi e fama.

Ma, ancora peggio, questo patto si evince quando persone influenti o che occupano posizioni socialmente molto importanti, delegano la loro etica, i loro valori, o li tradiscono per aderire alla comunicazione di ideologie propagandistiche, che discordano con quanto hanno appreso o studiato in passato, ovviamente in cambio di denaro, apparizioni televisive et similia.

Assistiamo quotidianamente al distanziamento tra scienza e dogma. I cosiddetti scienziati che aderiscono al credo di posizioni politiche piuttosto, che alle evidenze scientifiche, che richiedono studio e confronto costante, sono perennemente affannati ad interpretare il ruolo di imbonitori più che a dare spiegazioni accettabili.

In molti di questi casi, possiamo ritenere che l’aver abbandonato le proprie convinzioni precedenti per cambiare rotta, abbia a che fare con questo patto, che rappresenta la vendita del vero Sé.

Nel loro piccolo, comunque anche molte tra le persone comuni, trovano conveniente svendersi anche a poco, “a saldo”, per un piccolo aumento di stipendio, per una macchina nuova, per essere mantenuti da qualcuno, per avere favoritismi nell’ambito del lavoro, per chiudere entrambi gli occhi di fronte a reati, etc., ma a che prezzo?

Il prezzo che si paga nella maggior parte dei casi è la solitudine, l’incomprensione, l’impossibilità di comunicare e condividere le proprie emozioni, si paga spesso, col disprezzo di se stessi, per la propria incapacità, inettitudine o mancanza di volontà di impegnarsi per imparare a migliorare, per proseguire il proprio percorso di crescita psicologica.

Ci ritroviamo sempre più spesso circondati da persone “spezzate” cresciute solo per l’anagrafe, ma rimaste profondamente involute sotto l’aspetto psicologico e vuote dal punto di vista emozionale.

Molti agiscono e reagiscono solo in risposta ai loro istinti, ma non hanno sviluppato la capacità mediatrice cognitiva ed emozionale, in poche parole, solo sentir parlare di “emozione” o “sentimento” ingenera in questi individui una sorta di terrore da rifuggire e da compensare e attutire con l’acquisizione di qualche oggetto materiale.

E’ chiaro che la fuga è un maldestro tentativo di allontanarsi da quella parte di se stessi che inquieta perché cerca di richiamare l’attenzione proprio sul famoso vuoto interiore che cerca nutrimento e calore. Viene a mancare l’integrazione in sé di quelle parti che non si vogliono incontrare, ma che comunque non per questo, scompariranno, anzi si rafforzeranno nel tempo creando ulteriori “rigidità caratteriali”.

In questo movimento malsano si perde la dimensione della “relazione, non si vive più in sintonia con se stessi, né si è in condizione di comunicare in modo sano con i propri simili, ma si rimane inchiodati infelicemente in una spirale di cose e attività che soddisfano egoisticamente solo se stessi.

Noi sappiamo però che tutto quanto è tipicamente “umano” si basa fondamentalmente sulla capacità relazionale che è l’unica strada per vivere in modo soddisfacente con i propri simili. L’uomo è essere “sociale” e anche la socializzazione come sviluppo della relazione è qualcosa che possiamo apprendere e migliorare.

Lo stato di trance ipnotica, o ipnosi di per se è uno stato di coscienza “neutro” che può essere utilizzato sia per raggiungere stati di benessere, di guarigione sia per fare del male attraverso suggestioni negative, quindi per deviare l’attenzione dell’individuo verso false illusioni.

La psicoterapia ipnotica, è particolarmente indicata per affrontare questo genere di sofferenza, datosi che essa stessa si basa sulla bontà della relazione terapeutica, che si fonda sulla capacità di ascolto del terapeuta, di comprensione, di empatia e di fiducia reciproca nel cooperare per la guarigione del paziente.

Per ulteriori chiarimenti o per prenotare un appuntamento, contattare la Dr.ssa Stefania Rebuscini