By: Stefania Rebuscini
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Ipnosi e Autoipnosi
Ipnosi e autoipnosi. L’autoipnosi è la capacità di autoindursi lo stato d’ipnosi.
L’ipnosi è uno stato di coscienza non ordinario che può essere eteroindotto o autoindotto. Quando è autoindotto si definisce autoipnosi.
La trance ipnotica, o ipnosi è uno “Stato Non Ordinario della Coscienza” (S.N.O.C.) che si manifesta con la produzione, da parte del cervello, di onde Theta (4-8 Hz); tali onde caratterizzano la capacità creativa, la capacità mnemonica, si manifestano negli stati meditativi e negli stati di flow. Le onde Theta sono prodotte anche durante le fasi R.E.M. del sonno, cioè nel sogno, e negli stati cosiddetti crepuscolari come quelli ipnagogici cioè nei passaggi dalla veglia al sonno, e negli stati ipnopompici, passaggi che vanno dal sonno alla veglia.
Lo stato di trance ipnotica è un fenomeno fisiologico della mente umana che si verifica spontaneamente, ogni 90 minuti, circa, durante la giornata, anche senza esserne consapevoli.
Lo stato dell’ipnosi è anche caratterizzato dalla “dissociazione” tra mente cosciente e mente inconscia, con l’autoipnosi senza l’aiuto del terapeuta, è possibile richiamare questo stato ogni volta che se ne sente la necessità.
Attraverso la dissociazione si depotenzia l’attività della mente cosciente e si attiva maggiormente l’attività della mente inconscia.
Tutti siamo in grado di “autoipnotizzarci”, solo che a volte non ci rendiamo conto di farlo o di saperlo fare. Ogni giorno, entriamo più volte in stato di ipnosi, cioè generiamo la trance spontanea, questo succede ogni volta che si verifica una dissociazione tra la mente cosciente (emisfero dominante) e la mente inconscia (emisfero non dominante).
Tutti in varie misure e situazioni possono sperimentare la “dissociazione” nella vita quotidiana, che spesso definiamo “distrazione” come quando si compiono delle azioni in modo totalmente meccanico; sembra verificarsi una separazione tra il corpo che compie l’azione in modalità automatica e la mente che è da tutt’altra parte.
Spesso capita, ad esempio, quando guidando l’automobile su un percorso ben conosciuto una volta arrivati a destinazione ci si chiede che strada abbiamo fatto per giungere sin lì; ebbene in quei momenti la mente cosciente funziona in automatico e ci fa compiere i movimenti meccanici per guidare l’auto, mentre la mente inconscia viaggia su un “percorso” diverso.
Un altro elemento importante nello stato ipnotico è la capacità di sospendere il cosiddetto “esame di realtà”, cioè di non analizzare logicamente il fatto di trovarsi in un determinato posto o situazione questa è una caratteristica della mente inconscia (emisfero non dominante). L’esame di realtà viene fatto dalla mente cosciente (emisfero dominante).
All’emisfero destro, o non dominante, appartiene la capacità dell’immaginazione, del sogno, della fantasia, della creatività. Chiudere gli occhi e richiamare un ricordo, oppure immaginare di trovarsi da un’altra parte, in un luogo particolarmente piacevole richiede di sospendere le facoltà critiche, cioè l’esame di realtà così che in quei momenti l’unica realtà veramente “reale” diventa quella che si crea in quel momento nell’immaginazione.
Con l’autoipnosi si possono raggiungere stati di piacevole rilassamento, o di distacco dalla realtà, o di profondo senso di abbandono, si può altresì raggiungere un buon grado di dissociazione. La sostanziale differenza tra l’autoipnosi e l’ipnosi etero indotta sta nel fatto che nel primo caso viene a mancare un elemento fondamentale per la psicoterapia e cioè la “relazione” con l’altro, con il terapeuta, che entrando profondamente in empatia col paziente (rapport) è in grado sia di entrare contemporaneamente al paziente in trance, che di fungere da guida.
Lo psicoterapeuta ipnotista crea delle metafore ad hoc per ogni paziente, da soli possiamo ripetere le metafore apprese nelle sedute di psicoterapia, ma è impossibile creare metafore per se stessi, ciò non è possibile poiché non si può comunicare al nostro inconscio baipassando la nostra stessa mente cosciente.
L’autoipnosi si impara in poche sedute, è clinicamente uno strumento affidabile per risolvere momenti di stress o di ansia nell’immediatezza, è utile per prevenire gli attacchi di panico, per prepararsi al parto, per affrontare l’ansia di un intervento chirurgico, per prepararsi ad un esame o ad una gara sportiva, per aiutarsi a smettere di fumare, interrompere circoli viziosi dovuti a dipendenze varie.
Riuscire a dedicare del tempo a sé stessi nell’arco della giornata, un tempo durante il quale convogliare la propria attenzione verso la propria realtà interiore è un esercizio fondamentale per approfondire gli stati di calma e acquisire la capacità di distacco dalla realtà nella quale si è immersi.
L’ansia preoperatoria, la paura e il panico prima dell’intervento chirurgico, possono essere facilmente controllate con l’utilizzo dell’ipnosi o anche con l’autoipnosi. L’autoipnosi prima dell’intervento chirurgico per controllare l’ansia e la paura preoperatoria, o la paura dell’anestesia è altrettanto valida dell’ipnosi eteroindotta.
Il pensiero di M. H. Erickson che “L’ipnosi non esiste. Tutto è ipnosi” è da intendersi nel senso naturalistico e fisiologico dello stato di ipnosi, o di trance ipnotica. Entriamo quotidianamente, più volte in stato di ipnosi, attraverso la trance spontanea e quindi possiamo fruire liberamente di questa risorsa ogni volta che vogliamo.
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